Questa frase mi colpì sin dal primo istante e potrei usarla
io stesso come risposta a tutte le persone che mi han chiesto, mi chiedono e mi
chiederanno del perché della mia partenza.
Faccio parte dell’associazione CPL da ormai qualche mese e
ho colto la possibilità di partire per vedere da vicino quello che i mie
colleghi fanno, di come si sporcano le mani e di conseguenza di sporcarmele
anch’io. Sono certo che “del bene” si possa fare ovunque, anche nel quartiere dove
si vive, cosa che lo stesso CPL sostiene ed ha tra gli obiettivi ma il
passaggio dall'estero è, per l’associazione e per me, obbligatorio ovviamente
per motivi diversi.
Quindi mi ritrovo qui in Sud America dopo vari check-in,
voli, bus e via dicendo a provare ad andare oltre il mio naso, di giocare in
prima persona per tentare di fare del bene, quanto meno di fare del mio meglio. Sarà un lavoro duro con ostacoli infiniti dalla lingua alla comprensione delle
dinamiche sociali che variano da nazione a nazione e da regione a regione di
una stessa nazione. Con il tempo cercherò di far comprendere a chi non è qui con
noi tutto quello che viviamo e tutto quello che facciamo, nel modo più chiaro
possibile magari permettendo anche a te che leggi di capire che noi qui non
facciamo nulla di così eccezionale e che forse anche tu lo puoi fare.
Alla fine anche tu non sei un uomo?