martedì 24 settembre 2013

Nadia - Quasi saggia

Primo giorno a Tijuana; tra incontri e colloqui a partire gia dalle prime luci del mattino, sono arrivate anche le nostre prime soddisfazioni.
Stiamo iniziando a farci conoscere e le nostre idee son ben apprezzate tanto che nel pomeriggio ci troviamo gia a visitare una delle colonie piu' disastrate di Tijuana.
Siamo saliti su questo macchinone con due ragazzi che lavorano con la "Dirección de desarrollo social municipal" e dopo circa 20 minuti di strada eccoci qui nel bel mezzo del nulla e della miseria.
Strade non asfaltate, con dei crateri enormi tanto che sull'auto sembrava di essere sulle montagne russe, case, o meglio, capanne costrutite con assi di legno e mezze sfasciate, piccole, piccolissime, forse due metri per due, bimbi... bambini ovunque, bellissimi, si divertivano giocando con un cesto, tipo quelli che si trovano al supermercato per fare la spesa, e, sempre con  una piccola  asse di legno e dei chiodi, un bimbo, di non piu 8 anni, con un buon sasso ha cominciato a fissare due piccole rotelle e il gioco era fatto. E poi cani, cani ovunque.
La gente era sorridente, dai discorsi che facevano, forse, la piu' umile che abbia mai conosciuto.
Tutti si erano ritrovati per fare una riunione con i due ragazzi che ci avevano accompagnato, per cercare di poter dare loro una mano, e  sotto il sole cocente un'anziana signora si avvicina a me per porgermi una sedia per sedermi all'ombra. Ovviamente l'ho ringraziata e l'ho fatta accomodare con garbo, ma il gesto mi ha colpito da moriré.
Si sono tutti presentati e ci hanno regalato mille sorrisi.
Forse ci vedevano come angeli, chi lo sa... Io sicuramente consideravo loro tali, li guardavo continuamente, li ammiravo, li stimavo, mi son messa a giocare con una bimba di un anno che con la sorellina alla domanda "quanti anni hai?" continuava a rispondere "7", aveva un ciuffetto dritto sulla fronte e una faccia da furbetta incantevole. Faceva i suoi primi passettini e voleva scappare ovunque, cosi', la tanto paziente sorellina, la distraeva continuando a cantare canzoncine e ripetendo i numeri fino a 40. Incredibile ragazzi, ma ora grazie a lei ho imparato qualcosina in spagnolo! Non si smette mai d'imparare, specialmente dai bambini!
E' stata un'esperienza favolosa. che oltrepassa ogni confine.
Capita molto spesso di vedere pubblicita', film oppure manifesti con foto di posti simili, ma vi posso garantire che vederlo e viverlo in prima persona ti segna profondamente. Ti rendi davvero conto che i problemi reali della vita sono ben altri, e noi tutti non dobbiamo far altro che sentirci fortunati per tutto quello che abbiamo, e invece non facciamo altro che lamentarci di tutto quello che ancora non possediamo.
 
Questa gente e' ricca di animo e non c'e' cosa piu' preziosa al mondo.
E con questa frase quasi saggia, direttamente da un internet point, passo e chiudo la línea!
Siamo solo all'inizio e queste persone meritano molto di piu' che un semplice sorriso!

Nadia