domenica 20 ottobre 2013

Nadia - Magia soffusa

Prima notte a San Cristobal (Chiapas).
Siamo passati dai beati 34° di Zipolite, al fresco clima di montagna a 2000 metri di altezza. Piove costantemente, ma questo non toglie il fascino che porta con sè questa città.
Le strade sono strette, le case colorate e ci sono negozietti spettacolari di artigianeria unica.
Ciò che mi ha stupito maggiormente, però, sono le persone. Si tratta di popolazioni indigene: le donne vestite con "gonne" (pezzi quadrati di stoffa) di lana nere, legate in vita da una semplice fascia colorata, i capelli sono scuri, lunghi, legati con una treccia e sulla schiena portano bimbi oppure oggetti da poter vendere tenuti in uno scialle. Gli uomini sono vestiti con abiti di lana bianca, o nera sempre in lana, legati in vita da un cinturone in puro cuoio e in testa sempre un sombrero. I bimbi invece son quelli che mi hanno lasciato a bocca aperta.
Ragazzini di non più dieci anni con il volto già adulto. Vestiti esattamente come loro. Si ritrovano a lavorare per guadagnare qualche pesos. C'è chi vende frutta, chi pulisce scarpe, chi vende bracciali e chi portando sulla schiena la sorellina chiede solo un pò di elemosina. 

Una popolazione legata alla religione, a Dio e alla Chiesa.
Oggi abbiamo fatto visita al Templo de San Juan Chamula, la prima chiesa al mondo che è riuscita a regalarmi un momento magico ed emozionante che mi ha permesso di assistere affascinata all'esecuzione dei loro riti religiosi per quasi due ore.

All'interno della chiesa, il pavimento è ricoperto di aghi di pino sui quali gli indigeni pregano in ginocchio adornando piccoli altari fatti di candele. L'atmosfera è soffusa e nell'aria l'incenso fa da padrone. I fedeli davanti alle proprie candele pregano, da soli oppure in gruppo, offrendo in sacrificio uova, bibite e qualsiasi altra cosa, ho visto adirittura galline vive.
Uno spettacolo davvero magico che molto probabilmente a parole non riesco a far capire per bene, però è stato tutto mozzafiato.
All'esterno della chiesa invece, per celebrare e festeggiare la domenica, si riuniscono in tavolate per pranzare a base di tacos, carne e mezcal.
Intorno alla piazza un super mercatone di oggetti artigianali, frutta e vestiti tipici, talmente fitto e pieno di gente da far fatica a camminare.

E vorresti fotografare davvero ogni cosa; per tenerla dentro, per ricordarla sempre e mantenerla viva. Ma qui fotografare è come rubare l'anima;ti puoi permettere solo qualche scatto discreto. Dunque ogni emozione, ogni istante, ogni stupore rimane indelebile nella memoria,perché è davvero qualcosa che ti colpisce dentro.

Nadia