Avete presente quando vedete qualcosa o sentite qualcuno e cominciate a farvi dei trip mentali sulla vita, sulle persone, su tante cose che sono successe, che potranno succedere o che succederanno?
Ecco, oggi mi e' successo proprio cosi'.
Una mattinata segnata da un buongiorno troppo entusiasmante ed interessante caratterizzato da un incontro speciale con dei ragazzi adolescenti, nati e vissuti tra la poverta' e la violenza delle colonie della capitale.
Un confronto favoloso ed emozionante, che seppur in spagnolo, mi ha fatto capire e intendere parecchie cose.
Proprio da qui nascono le mie riflessioni.
I ragazzi avevano non piu di 26 anni, moltissimi tra i 15 e i 16 anni.
Giovani socievoli, entusiasti e curiosi di sapere di noi e del nostro progetto.
Esageratamente consapevoli delle problematiche della loro colonia e proprio per questo motivo costretti a crescere troppo in fretta.
Uno dei problemi piu' difficili e diffusi, ci raccontano, e' la violenza; loro stessi ci comunicano che uscire di casa dopo una certa ora e andare in determinate zone, anche di giorno, significa essere vittima di assalti.
Questi ultimi sono all'ordine del giorno in questo posto.
Un ragazzo ci rimanda a un episodio visto dal vivo di una vittima assaltata da criminali a mano armata.
Sono realta' difficili da accettare per me. Forse e' perche' sono nata e cresciuta in ambienti tranquilli, poco problematici e sono sempre stata abituata a tenermi lontana da eventuali pericoli. Per questi ragazzi invece e' tutto normale. Sembrava di sentire parlare degli adulti.
Anche i ragazzi piu' piccoli parlavano con una consapevolezza scioccante.
Ed e' proprio qui che mi chiedo: ma e' davvero giusto che questi giovani, anziche' uscire a divertirsi con gli amici (come farebbero sicuramente gli adolescenti in Italia) debbano limitarsi e vivere in costante incertezza?
Beh..direi proprio di no.
Ognuno di noi deve avere il tempo di godersi ogni attimo della propria giovinezza, anche perche', questi anni , non tornano piu' indietro.
Crescendo in fretta e con una realta' dura e limitante, in loro di certo non manca la voglia di fare e di sorridere.
Parlano della loro voglia d'imparare, di studiare, di puntare sempre in alto; chi vuole fare la veterinaria, chi la psicologa, chi l'ingeniere e chi sogna Milano e la sua settimana della moda.
Ragazzi speciali, che mi han fatto venire voglia di fare, di studiare e di formarmi ulteriormente.
Ragazzi unici, forti e fieri della loro cultura e tradizione.
Ragazzi da ammirare e stimare, che mi hanno fatto capire che la vita e' una continua sfida, che va affrontata con forza, curiosita' e tanta buona volonta' perche' sopravvivere, quando non hai niente e nessuno, diventa impossibile se non tieni la testa alta.
E il Messico, o meglio, la capitale, ne e' davvero la prova vivente.
Nadia