24 ore tra voli,cambi, scali e piccoli imprevisti per arrivare dall'altra parte del mondo.
Il mio primo viaggio con zaino in spalla è cominciato da malpensa, per arrivare dopo 9 ore a New York. Da quel momento avevamo 5 ore di scalo per riuscire a cambiare aeroporto per prendere il volo che ci avrebbe portato a Los Angeles, ma ecco che arriva il bello..
Un ora è stata persa per il lungo controllo dei passaporti, con l'agente che insistentemente continuava a ripetermi che quella nella foto del passaporto non ero io, e il resto del tempo l'abbiamo perso tra metro, treni e imprevisti; ora vi racconto meglio..
Abbiamo recuperato i nostri zaini e abbiamo preso un piccolo trenino, per farvi rendere l'idea, simili ai treni panoramici che si trovano nei grandi parchi divertimento, e siamo arrivati nella stazione di cambio dove, per merito di un altro treno,saremmo dovuti arrivare all'altro aeroporto in circa due fermate, ma ecco il piccolo imprevisto..
Dal momento che il treno ci metteva un pò ad arrivare abbiamo chiesto a un agente li vicino ulteriori informazioni e con aria quasi sorpresa, o meglio scioccata questo ci risponde praticamente che da li era impossibile raggiungere l'aeroporto, dovevamo prendere la metro e scendere a Penn station.
Come suggerito dall'agente non perdiamo tempo e scendiamo in metropolitana e ci rendiamo conto solamente dopo essere a bordo che dal nostro arrivo ci separano solamente 11 fermate, considerando che dopo 15 minuti ne avevamo fatte 2 eravamo sulla buona strada per perdere il volo!
Il tempo scorreva e dopo quasi 40 minuti di metropolitana, affiancata per tutto il tempo da un ragazzo completamente addormentato con tanto di bocca spalancata e un qualcosa che gli penzolava dal labbro, siamo arrivati!
La stazione era enorme, c'erano tantissimi cambi, binari e una sala d'attesa gigantesca, con tantissime persone fisse a guardare lo schermo con gli arrivi dei treni, con il piede di guerra sempre pronto a scattare per leggere il loro binario in tempo.
Qui vanno tutti di fretta, penso che nell'attesa abbia preso piu spintoni io di un sacco da box durante l' ora di kick boxing.
Tutti andavano a destra a sinistra e noi immobili a fissare il fatidico schermo, ma ecco che il nostro treno viene sostituito da una bellissima parola; Stand by.
incredibile!
Il tempo passava, o meglio, volava e il volo era sempre piu vicino alla partenza, e cosi lontano da noi. L'ansia si faceva sentire, ma sinceramente a me poco importava, non di perdere il volo sia chiaro, ma di tutto il resto, eravamo nella Grande Mela! Mi bastava quest idea per essere gasata ed emozionata anche se per il momento l'America la stavo vedendo nelle vie sotterranee della metro in compagnia del famoso ragazzo addormentato!
Ecco che viene indicato il binario, tra spintoni, corse, e gomitate siamo saliti sul treno. Dovrebbero separarci solamente 3 fermate stavolta, ma non sappiamo bene se queste 3 fermate debbano essere paragonate a quelle infinite della metro o meno.
L'ansia comunque aumenta, per fortuna a sdrammatizzare il tutto c'è la voce del capotreno, forse donna o forse uomo ancora non l ho capito, ma con un accento davvero incompresibile che sbiascicava parole quasi fosse ubriaco/a.
Tra risate e preoccupazioni eccoci arrivati, ormai al volo manca poco piu di un oretta e non contenti veniamo a sapere che il nostro gate è il piu lontano di tutti, quindi prendiamo nuovamente il famoso trenino dei parchi divertimento e tirati tirati, arriviamo di corsa a fare il check-in.
Il destino non sembrava dalla nostra parte, ma ce l abbiamo fatta!
Un pò al limite devo dire, ma siamo riusciti a prendere il volo per Los angeles!
Distrutti dal fuso orario, nemmeno il tempo del decollo e siamo crollati in un sonno profondo.
Bè che dire, direi che come inizio non c'è male e poi un viaggio senza imprevisti non è da considerare propriamente un viaggio quindi direi che il nostro è partito proprio alla grande!
E poi gente..siamo in America!!!
Nadia