E poi Tijuana, che dopo San Diego è un dolce ritorno alla realtà delle cose vere e disinteressate. E i colori delle colonie dipingono colline farinose e le lamiere sui tetti accendono le case che le abitano facendole brillare al sole del Pacifico. E gli odori si confondono, a volte intensi e nauseabondi e altre volte, invece, più vividi e familiari. E poi la frontiera e l'Avenida Revolucion, che di Tijuana hanno poco o nulla
ma che si ritrovano a essere il fulcro dell'intera città. Un fulcro che
pare essere una gigantesca T immersa nella Bassa California. Passi un confine e ti ritrovi in un paese diverso, contraddittorio e violento, che sorride al ritmo dei Mariachi. E ogni cosa è musica, chitarre e vihuelas, e gente che ti chiama come fosse l'ultimo giorno della tua vita, l'ultimo giorno in cui poter fare una foto con un messicano "vero", l'ultimo giorno per un piatto di tacos, per la cerveza ghiacciata più economica del paese, l'ultimo giorno per acquistare Viagra col 30% di sconto o per un giro di ballo al ritmo di un Falso Bolero.
Bandiere del Messico accarazzano la città dall'alto come a sfidare il vicino a nord in un perenne complesso di inferiorità. La nazionalità è di casa qui. Ognuno è messicano al 100% e fiero di esserlo, da questo lato del mondo. Dall'altra parte chi può dirlo, si vedrà un giorno, forse, quando toccherà a noi.
Giorgio Canali & Rossofuoco - Falso Bolero
Ivano
Bandiere del Messico accarazzano la città dall'alto come a sfidare il vicino a nord in un perenne complesso di inferiorità. La nazionalità è di casa qui. Ognuno è messicano al 100% e fiero di esserlo, da questo lato del mondo. Dall'altra parte chi può dirlo, si vedrà un giorno, forse, quando toccherà a noi.
Giorgio Canali & Rossofuoco - Falso Bolero
Ivano