Due blog in un giorno come due facce di una medaglia: una buona e chiara, l'altra semplicemente oscura.
Stabilite voi qual'e'.
Il comandante Ortega accompagnato sempre e ovunque dalla compañera Rosario Murillo, dettano l'agenda, lo stile, la via:
. " vivir sano, bonito, limpio...vivir bien"
- "el pueblo presidente"
- "Nicaragua feliz y en victorias"
- " Cristiana, Solidaria, Socialista"
Dietro di loro, i segni di una rivoluzione a singhiozzi che cerca di sopravvivere cambiando la sua muta alla faccia di tutti i benpensanti sinistroidi che l'hanno mitizzata, evocata e benedetta e anche di chi pensa sia stata solo una parentesi nella storia di un continente in lotta contro la fame.
FSNL. Fronte Sandinista di Liberazione Nazionale.
La storia parte da un uomo che lotta contro l'elitarismo, il latifondismo e lo sfruttamento di un popolo operato da un circuito di marionette facenti capo ai sempre presenti americani del nord.
L'uomo mettera' in seria discussione il sistema, ma sul piu' bello verra' tradito da un generale che lo fara' letteralmente sparire (Sandino viene ucciso pochi istanti dopo la firma degli accordi di pace ma il suo corpo non verra' mai ritrovato). Segue un golpe che porta lo stesso generale e la sua famiglia - i Somoza - al potere per mezzo secolo.
Mentre il nostro Duce invia un carrarmato in miniatura come omaggio, il paese si spacca: a pochi la terra e la proprieta', tutti gli altri - la massa - l'analfabetismo e il servilismo.
Come ogni fiaba che ci piace ascoltare ma non vivere in prima persona, sbucano giovani che dicono no e si organizzano nel nome di quel Sandino che aleggia dietro la collina a Managua ma che e' dentro il fervore di tutti.
Tutti.
Tutti erano disposti a morire.
Se si ascoltano coloro che sono insorti, tutti volevano capovolgere le cose.
Io mi chiedo allora perche' tutto sia durato una vita.
Gli anni ottanta sanciscono la svolta socialista e liberta' di un popolo. Ronald Reagan non vuole un'altra porcata sovietica e mette in pratica la controrivoluzione che non riuscira' a ristabilire l'ordine.
Vincitori e vinti decidono di cambiare tutto affinche' tutto rimanga come e' sempre stato.
Oggi si cammina tra le icone.
Il Che, Emiliano Zapata, Jose' Martí, Farabundo Martin, Hugo Chavez, su tutti e ovunque.
Gli eroi locali: Fonseca, Ramirez, i Veracruzani e gli studenti di Leon.
C'e' l'uomo molotov, celebre scatto pulitzer che ha dato un ricordo indelebile di quei giorni tumultuosi.
La storia ti perseguita in Nicaragua: tutti questi volti ti prendono la testa e ti fanno sentire piccolo. Mi ricordo di essermi sentito piccolo dentro il centro di salute alla donna, per le strade di Somoto, davanti al mercato centrale, all'universita' di Leon. A una certa ho pensato che forse questo continuo ripetersi aveva come logica quella di farmi sentire piccolo e con me molte generazioni.
Che sia controllo, demagogia o memoria storica e' difficile stabilire. Posso solo limitarmi all'oggettivo in modalita' lista della spesa:
- il cooperativismo
- un libro della riforma agraria del 1979 autografato come regalo per la nostra visita
- i pali della luce dipinti di rosso e nero (sangre o muerte) con scritta immacolata FSLN
- gli autobus russi , gentile omaggio di Putin (o mercato?) fatti per il freddo siberiano e soggetti a continui problemi tecnici con il caldo torrido della capitale.
- le immancabili automobili lada (togliattigrad, URSS)
- il sindacato
- il programma di scambio fagioli neri - petrolio come pilastro dell'amicizia con il Venezuela
- educazione per tutti
- uguaglianza di genere e legge 779 a favore della donna
- salute e informazione per tutti
- pace sociale per tutti (i comitati di quartiere stabiliscono le politiche pubbliche e tutte le istituzioni a tutti i livelli si riuniscono in rete almeno una volta al mese per dar voce alle proposte)
- non c'e' violenza ( lo dicono tutti mentre ogni qualvolta si transitava per Managua c'era un solo e unanime coro che ci diceva "attenti ai Ladroni").
- i manuali di orientamento e riflessione e le magliette bianche regalati alla popolazione
La terra e la gente che ancora oggi ci crede, non critica anzi spenderebbe tutte le sue forze perche' tutto rimanga cosi' com'e'.
Francesco
P.s. e' faticoso, lo so, ma leggete anche il lato b