lunedì 25 novembre 2013

Francesco - Lost Dogs cap 2: atlantide

Quant'e' bella Frontera Latina (una lei?) e quanto mi affeziono ai lost.
Atlantide esiste: biografie fantastiche che ti sfiorano e che se non le imprimi nella mente cadono giu' per abissi ove nulla piu' si recupera poiche' si dimentica.

C'e' l'addetto alla sicurezza davanti a uno shopping centre a Tijuana che dice essere appena uscito dopo tempi immemorabili dalle galere statunitensi per questioni di droga. Torna a casa, espulso, e si rifa' una vita perche' "qui nessuno mi ha chiesto niente. Per loro sono pulito e ho bisogno di soldi per tornare di la'...sai ho degli affari laggiu'".

C'e' la bimba indigena che a San Juan Chamula vende la mercanzia prodotta in famiglia con piglio di una onesta responsabile di marketing: "guarda che non ti sto facendo un prezzo da gringo. a te 20 pesos a loro 30!" viva l'onesta'.

Ci sono insegnanti che a San Cristobal de las casas scioperano per la riforma della scuola tra una pulizia di scarpe a opera di bimbi che la scuola la vedranno in cartolina e una lotta sotto l'egida dello stesso sindacato palesemente legato al governo che stanno combattendo. strategie.

C'e' un intellettuale zapatista che mi sbatte fuori dal suo ufficio per mancanza di sintonie.

Ci sono gli Hyppies di Zipolite che tra canne, funghi allucinogeni e Lou Reed, replicano senza sosta un 68' che non vivranno mai realmente.

C'e' Morelia e c'e' l'educazione. Sali sul collettivo e la gente fa una catena umana per passare i soldi al conducente. Sali, saluti e ti salutano. Vai al mercato, chiedi il basilico e si avvia un'altra catena (questa volta di urla e di passaparola) tra le bancarelle per trovarlo. "que tal joven, en que puedo aydarla?".

C'e' una suora che in barba alla morte sfida il machismo e la chiesa del circondario a suon di denunce, organizzando donne e bambini affinche' possano sopravvivere.

C'e' la direttrice di un centro per le donne a Oaxaca che e' passata dalla protesta alla poltrona in batter d'occhio e ora bada al dettaglio interessi e relazioni per non nuocere al suo mandato. aveva ragione Roberto Michels.

Ci sono io che sfaso e mi chiedo se mai e poi mai arrivero' al bancone per saldare il conto con la vita con qualcosa in piu' di una monetina truccata a perdere.

C'e' il politically correct di un alto funzionario capitolino che come incipit mi intima di lasciarli supervisionare le cose che scrivero' perche' non si sa mai. Democrazia direttissima.

Ci sono madri single che potrebbero scrivere libri su come hanno tirato su intere famiglie e riscattarsi da vite di sacrifici e giri al limite del reale. Best Sellers.

C'e' una bimba che ogni sera, prima di andare a dormire, legge un diario di dediche scritto da tante persone prima ancora della sua venuta al mondo. tra le tante voci, quella di una madre che non vede.

C'e' il cibo comunitario.

Ci sono reporters che fotografano i morti ammazzati meglio della scientifica e poi li sbattono sui tabloid vicino a un paio di tette al vento. Anche l'occhio vuole la sua parte.

Ci sono i taxisti. C'e' quello che e' padrone del mondo e aiuta le persone a scappare oltre confine, c'e' quello che e' amico dei narcos come dei politici e ha rinunciato a fare l'ing. informatico perche' gli piace "ascoltare" e c'e' quello che deve pagare un sacco di soldi a colui che li presta il veicolo e non sa se a fine giornata portera' del pane a casa.

Ci sono un sacco di altre storie che scrivero' qui, piu' per me che per voi, perche' non posso permettermi il lusso di farle passare. Esibizionista.

Francesco.