giovedì 20 marzo 2014

Francesco - Dis Da Raggamuffin Gangsta

Sua Maesta' la Regina delle Western Indies,  mi guarda in un caleidoscopio di colori da 50, 20, 10, 5, 2, banconote che sembrano sbriciolarsi come la mia pelle sotto un atroce sole bianco. A queste latitudini,  la sempre piu' protetta (o salvata?) dal signore Liz II  ha cambiato nome: si chiama Belizean Dollar.

Sara' l'insopportabile canicola oppure la dipendenza dalle bottiglie da mezzo litro in vetro di Coca e Fanta in modalita' vuoto a rendere, che inizio a farmi dei viaggi allucinogeni.

Vedo un profetico venditore di souvenir bengalese sussurrarmi: "qui in Belize e' tutto uguale al mio paese ---stesso clima, stesso cibo speziato, stessa vita con la unica differenza che qui devi sempre guardarti il di dietro perche' in un momento puoi ritrovarti ad affrontare un coltello o una pistola".

Vedo telegiornali locali che riportano notizie dal caribe anglofono (appassionanti dibattiti parlamentari in quel di Trinidad e Tobago e pubblicita' dalle ridentissime Barbados)  mentre dei vicini Messico e Guatemala si conosce soltanto la brutta fama o le informazioni che giungono oltre frontiera grazie alla comunita' latina.

Vedo settantenni con rasta bianchi lunghi sino al sedere fare i propri bisogni a ridosso dello Swing-Bridge, il cuore pulsante della caotica, violenta e affascinante Belize City. 

Da Brodie's che dal 1870 commercia con la madre patria, anche oggi campeggiano solo prodotti importati: la salsina giamaicana, il te' da Ceylon, caffe' e cacao da altre parti della regione centroamericana. 

Vedo un miscuglio di razze: Neri Garifuna, Creoli, Latini, Indiani, Bengalesi, Cinesi di Pechino e Cinesi di Taipei. 

La cattedrale principale assomiglia a una chiesetta che ho visto a Kirkwall, Isole Shetland, Scozia.
Il vecchio edificio del governatorato e' identico a quello di Georgetown, Guyana.

Poi vedo la gente fatta di crack, le piantagioni di canna da zucchero, le fogne non tappate e ascolto a ritmo Raggae un inglese sporco come forse l'anima dei pommies che han fatto retromarcia verso Londra.

Benvenuti a Belize City o per meglio dire nel favoloso mondo chiamato cio' che rimane del Commonwealth of Nations.

Paese strano il Belize.
Ex enclave coloniale inglese nel cuore d'America, oggi e' una Repubblica fondata sulla dipendenza dall'estero. Esporta quel poco che produce in un mercato ricco della stessa offerta e si ritrova a importare tutto, cibo compreso. 
In questo panorama emergono due scenari:
A- Paniere basico e prodotti a costi esagerati (import prodotto o materia prima + trasporto+ lavorazione e distribuzione). Qui un pasto costa 10 dollari belizani quando il salario medio di 8 ore stabilito dal governo centrale e' di circa 27. 
B- L'apertura all'estero dovuta ai poco sviluppati settori agropecuario e industria ha creato un mercato, quello dei servizi, che vede USA e Cina farla da padroni seppur con metodi differenti. 
I belizani non possono investire? I cinesi sí e pagano cash. Rapido. Come il cibo belizano che cucinano, come i contenitori di carta e plastica, le rivendite di birra o i supermercati.
Perche' qui si e in Messico e Guatemala no? Ovviamente a investimento territoriale segue benefit politico e migratorio con un piccolo svantaggio chiamato rimesse che non si fermano dentro il paese ma volano verso Asia e altri posti.
Poi gli immancabili amici nordamericani che giungono con servizi, assicurazioni, banche, tv via cavo, gli scuolabus di terza mano, i mitici pantaloni dickies, le bibite e le canotte NBA.
Sara' un caso che il Belize sia un gran consumatore di droghe?

Poi la razza.
I neri sono accusati di razzismo dai latini e co. e indicati come piaga perche' per colpa della filosofia rastafari si sono abituati a chiedere tutto meno che un lavoro e ora campano tra elemosine e rapine.
I latini si dicono dei grandi lavoratori ma non possono lavorare molto perche'affermano di essere scarsi in politica dove comandano i neri che, si sa', appoggiano solo i loro fratelli.
I bengalesi e co. parlano male di tutti mentre i cinesi rispondono in cinese quindi non saprei dirvi cosa pensano al riguardo. 
Un bel casino nel quale e' entrata la mitica Unione Europea che sta appoggiando alcuni progetti infrastrutturali e altri volti ad alleviare la poverta'.

Il tutto mentre si parla di altro indice di famiglie monoparentali, problemi alimentari per i bambini, assenza di una assicurazione sanitaria per coloro che non lavorano e si inizia a parlare di nuovo circuito per il narco e la tratta delle persone.

Pochi km di costa e il mar dei Caraibi illumina la via allo snorkeling: vagonate di turisti, soprattutto a San Pedro, il cayo della famosissima Isla Bonita cantata da Madonna. 

Siamo sempre in Belize, quel fantastico paese centroamericano dove e' difficile andar via ogni volta che mi fermo e dove ogni volta che mi sveglio penso solo a cosa potrebbe pensare sua Maesta' se fosse qui a contemplare il frutto della storia.

Francesco